lunedì 29 aprile 2013
lunedì 18 marzo 2013
ANTONIO CARACCIOLO - GRILLO UOMO ANTI POLITICO
Giovanna Canzano
intervista
ANTONIO CARACCIOLO
17 marzo 2013
GRILLO UOMO ANTI POLITICO
FUORI DEGLI SCHEMI
E
FUORI DALLA DEMOCRAZIA?
…“Si tratta
di un sostanziale rifiuto dei canali di comunicazione del regime.
Questi canali
non sono neutri ed il loro impiego comporta già una forma di corruzione ed
adulterazione della verità.
Il Movimento
si dota di propri canali di comunicazione.
L’informazione
è sempre una emanazione del potere a cui si riferisce.
L’informazione
di questo regime è stata e continua ad essere nemica del Movimento e fa di
tutto per sgretolarlo”… (Antonio Caracciolo)
Canzano 1- Gli
elettori dei grillini, si aspettano una gestione ‘tradizionale’ della politica
da parte dei nuovi eletti?
Caracciolo - Si
aspettano una mutamento radicale e sostanziale di tutti gli schemi finora
seguiti.
Canzano
2-I grillini eletti per portare novità e cambio generazionale della classe
politica, posso invece, grazie alla loro incompetenza, essere ‘fatti’ strumento
di chi, gli ‘suggerisce’ come votare?
Caracciolo
- Non mi sembra un argomento fondato quello della "incompenza”. Quanto e
di cosa è "competente” una Garfagna o una Germini? Anche se fossero per
davvero molto competenti, questo non vuol dire che poi dedichino tutta la loro
competenza al lavoro parlamentare, che spesso è una prebenda di regime. Ho
invece più fiducia in persone che si impegnano con tutte le loro forze al
compito per cui sono stati eletti. E questo uno se lo può aspettare più dagli
eletti al Movimento che da altri. Questi eletti poi, se si rivelano inadeguati
alla prova del fuoco, sono poi tenuto deontologicamente alle immediate
dimissioni. È già incominciato mi pare fin dal primo giorno con una deputata
che si è dimessa, “per ragioni personali”.
Canzano
3 – L’enorme consenso dato al M5S, è invece da leggersi come un consenso ‘estorto’
da chi ha costruito e utilizzato il comico Grillo, per poter, attraverso la
democrazia del nostro paese, occupare il Parlamento e tutto il nostro Paese?
Caracciolo
- Non credo a questo argomentazioni. Vedo in Grillo una persona geniale che ha
saputo unire l’insofferenza sociale e dare ad essa una canale ed una
espressione. Ha tolto molte persone dalla disperazione della protesta ed ha
dato loro un obiettivo politico radicale.
Canzano 4– Grillo e il suo ideatore
Casaleggio, in base allo statuto del partito M5S, non accetta alleanze con
altri partiti, e, è orientato ad esigere un governo composto da esponenti del
suo partito, come ha detto, che il potere se deve averlo, lo vuole tutto. E’
possibile che possano ottenerlo?
Caracciolo
- Certo che è possibile, ma sono gli elettori a doverlo capire e volere. Se si
dice loro che non si fanno alleanze, vuol dire che non si accettano
compromessi. Giacché fare alleanze, significa fare compromessi. E fare compromessi
significa che se ci si è proposto 100, si accetta di allearsi per avere 50, se
non ancora di meno.
Canzano
5– La storia personale del comico e la sua antipoliticità, può farci temere,
che, grazie all’aiuto del suo manovratore, può diciamo sconvolgere quelli che sono i principi fondamentali della
nostra esistenza?
Caracciolo
- Cosa vuol dire questo? Intanto bisogna vedere cosa si intende per
"nostra esistenza”. Se è una esistenza di miseria e di sofferenza, è bene
forse sconvolgerla. Dalla mia finestra vedo ogni giorno persone che rovistano
nei cassonetti della spazzatura. È una grande pena. Vorrei certamente sconvolgere
la loro esistenza e dare loro una vita più degna. È inutile aspettarsela da
quei politici che in oltre mezzo secolo hanno costruito il loro benessere e la
loro agiatezza sulla nostra sofferenza. Se siamo arrivato alla situazione
presente la spiegazione è da cercare nella classe politica. Se si dice che non
è dipeso da loro, allora vuol dire che i politici sono non solo un inutile fardello,
ma sono anche dannosi.
Canzano
6– Il programma economico del M5S, è attuabile?
Caracciolo
- È lo stesso che dire: la nostra vita è vivibile? Il programma fissa obiettivi
necessari per la nostra vita. Se vi sono tecnici che pensano di saperla lunga
su queste cose, il loro dovere è di mettersi al servizio di quegli obiettivi di
programma.
Canzano
7– Quali sono stati i meccanismi utilizzati per coinvolgere così tante persone?
Caracciolo
- La rete come forma di comunicazione e gli incontri reali concordati
attraverso la rete.
Canzano
8– Chi si nasconde dietro a questo progetto?
Caracciolo
- Il popolo italiano e tutti quei cittadini che si sono attivati per arrivare
al risultato e che nutrono obiettivi ancora più ambiziosi: il 100 %, ossia un
punto in più del 99% del Movimento Occupy che ha portato alla occupazione delle
piazze in America e in Europa. Avrei una mia personale interpretazione di
questa differenza dell’uno per cento in più, ma è ancora prematuro esprimerla.
Canzano
9– Come abbiamo già potuto constatare, gli eletti grillini non hanno diritto di
parola né sulla carta scritta né nel video, ma possono ‘comunicare’ solo
attraverso messaggi affidati al canale youtube precedentemente registrati e
forse, ‘purgati’ dai membri del partito preposti come censori?
Caracciolo
- Non è così. Si tratta di un sostanziale rifiuto dei canali di comunicazione
del regime. Questi canali non sono neutri ed il loro impiego comporta già una
forma di corruzione ed adulterazione della verità. Il Movimento si dota di
propri canali di comunicazione. L’informazione è sempre una emanazione del
potere a cui si riferisce. L’informazione di questo regime è stata e continua
ad essere nemica del Movimento e fa di tutto per sgretolarlo.
Canzano
10– Con Grillo si farà un Governo democratico?
Caracciolo
- Il Movimento è la forma più democratica che si è finora vista. Non potrà che
venirne fuori un governo democratico a condizione che non scenda a patti con i
vecchi partiti.
Canzano
11– Con Grillo avremo una classe politica non ricattabile?
Caracciolo - Se si rispettano le regole di condotta che
ognuno ha liberamente sottoscritto vi sono minori possibilità di corruzione e
di ricatto. Grillo non è Gesù Cristo e non ha il potere di redimere dai peccati
insiti nella natura umana.
Canzano
12– E Berlusconi?
Caracciolo
- Berlusconi ha fatto il suo tempo, o meglio il suo tempo è scaduto. Ha mancato
agli appuntamenti fondamentali. Non ha saputo resistere alla Francia quando ha
attaccato non la Libia, ma l’Italia. Non ha saputo resistere ai poteri forti.
Non ha impedito il colpo di stato. Ha perso la sua legittimità, se mai ne ha
avuta.
giovanna.canzano@yahoo.it
338.3275925
mercoledì 21 novembre 2012
Claudio MOFFA - Ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano
Ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano
Giovanna Canzano intervista Claudio Moffa
18 novembre 2012
CANZANO – Prof. Moffa, lei è coautore della proposta di legge d'iniziativa
del deputato Scilipoti dal titolo: ‘Ripristino della Sovranità
Monetaria dello Stato italiano nel rispetto dei Trattati
Internazionali’, ci può dire cos’è questo progetto di legge?
MOFFA -L'obbiettivo
immediato del progetto di legge è la riacquisizione della rendita da
sovranità monetaria, attraverso una zecca o una banca di stato al cui
interno operi un organo consultivo dei Produttori, dalla Confapi alle
Associazioni sindacali, e delle Associazioni dei consumatori. Il tutto
nel rispetto degli attuali Trattati internazionali che ingabbiano il
nostro paese e l'economia italiana. Ma siamo ben pronti a ad andare
oltre, e a chiedere anche l'uscita dall'euro se, dopo il primo passo, e
dopo aver verificato la disponibilità della BCE a non frapporre ostacoli
al nostro legittimo obbiettivo, dovesse fallire un'azione concertata di
tutti i paesi membri per cambiare la natura privatistica della Banca
centrale dell'UE.
CANZANO - Certa stampa ha come sport preferito attaccare l'onorevole Scilipoti, accusandolo peraltro di essere un 'traditore' di Di Pietro. Lei ha scelto da tempo di collaborarci, come mai? E non la imbarazza sommare la mala attenzione giornalistica che lei subisce da un paio d'anni, con quella subita dal leader del MRN?
CANZANO - In che senso?
MOFFA - Nel senso che Di Pietro sta rischiando di diventare un piccolo
Berlusconi. Non si capisce bene come stanno le cose, ma una cosa a me
pare certa: se oggi di Pietro è inquisito è anche perché ha continuato a
stare all'opposizione anche col governo Monti, non capendo che -
nonostante il sostegno del Pdl a quel governo, espressione di uno
sbandamento che è sotto gli occhi di tutti - Monti non è altro che il
terminale, il punto di arrivo, della sua indefessa lotta, fin dai tempi
di Tangentopoli e dei suoi viaggetti negli USA e della conseguente
fondazione di Forza Italia, contro il pre e post berlusconismo e contro
Berlusconi.
Domenico Scilipoti - Giovanna Canzano - Disegno di Legge su signoraggio bancario
Introduzione della proposta di legge:
Onorevoli
Colleghi! L’Italia ha conquistato la sovranità monetaria nel 1936. L’ha
confermata e anzi rafforzata con l’avvento della Repubblica e la
promulgazione della Costituzione del 1947 (1). L’ha cominciata a perdere
nel 1981, con una lettera del ministro del Tesoro Andreatta al
governatore della Banca d’Italia Carli. L’ha persa definitivamente con
le privatizzazioni della notte del 31 luglio 1992 e con l’adesione
all’eurosistema del 1998-2002. Il Trattato di Lisbona del 2007-2009 ha
perfezionato il processo di espropriazione: oggi la sovranità monetaria
appartiene all’Autorità europea competente - la BCE - e con essa la
rendita da emissione monetaria derivante dalla differenza tra il costo
tipografico della banconota e il va lore nominale (ma reale, all’atto
dell’immissione sul mercato) ad essa attribuita. In tal modo il Popolo
italiano e i Popoli europei, che stanno vivendo la più terribile crisi
economica della loro storia, sono stati privati di una risorsa certo non
determinante ed esaustiva, ma comunque utile per superare la crisi da
debito che li attanaglia e ferisce quotidianamente.
In
prospettiva la sovranità monetaria, oggi la rendita monetaria devono
essere restituite ai Popoli europei e per quel che è di competenza del
nostro Parlamento, allo Stato italiano. Questa misura sempre più urgente
non corrisponde automaticamente all’uscita dall’Euro, né ha colore e
tonalità politici particolari: nella storia passata e presente,
personalità moderate e liberali come il Presidente americano Jefferson e
il primo ministro liberale canadese Mackenzie, paesi come il Canada e
il Giappone, hanno convenuto o convengono sulla necessità che lo Stato
detenga il controllo e la rendita da emissione monetaria.
E’ una questione di banale e basilare democrazia, e di rispetto del
principio c he la moneta non può che essere, e deve essere in premessa
teorica, la proiezione convenzionale dell’Economia Reale costruita dal
lavoro dei Cittadini. Occorre dunque semplicemente procedere
all’affidamento allo Stato italiano della stampa e del conio della
quota di banconote e monete attribuite dalla Banca Centrale Europea al
nostro paese. In tal modo la rendita da emissione monetaria tornerà allo
Stato italiano, come nel periodo 1936-1992.
La
sovranità statale sulla rendita monetaria non ha nulla di “statalista”:
essa al contrario è la base fondante dello sviluppo della libera
impresa, fino al 1992 meglio difesa e sostenuta dallo Stato, e oggi
gravata dalle ristrettezze e dalla difficoltà dei rapporti con le Banche
private. Il problema a tutti noto è invero quello di iniziare a porre
un argine allo strapotere della speculazione finanziaria sulla
produzione di ricchezza reale in un sistema di economia libera da
esagerate intrusioni dello Stato. Tanto è vero quanto appena detto, che a
partire dal 1999 molti partiti italiani di tutte le tendenze hanno
presentato progetti di legge per il ripristino della sovranità monetaria
dello Stato italiano (2).
Un
cammino da riprendere al più presto, coinvolgendo attivamente nel nuovo
istituto di emissione monetaria la Confindustria, le Organizzazioni
Sindacali, le Associazioni Professionali e dei Consumatori. Obiettivo è
dare solide e imprescindibili basi, sotto il controllo delle categorie
produttive, alla battaglia per il superamento della crisi da debito che
sta strangolando le economie delle famiglie, dei lavoratori e delle
imprese italiane. Il progetto di legge qui presentato persegue questi
obiettivi e si ispira a sopraddetti principi, nel rispetto e in
applicazione degli artt. 1 e 4 (e 117) della Costituzione della
Repubblica italiana.
[1] "Fra
il 1945 ed il 1948 il ruolo strategico della Banca d’Italia nel settore
del controllo e della manovra valutari, già ad essa in larga misura
riconosciuto nella legislazione intervenuta in materia fra la seconda
metà degli anni ’20 e la seconda metà degli anni ’30, viene
ulteriormente consolidato e potenziato"
(…) “la disciplina dell’ organizzazione e delle funzioni della Banca
d’Italia vigen-te al momento dell’entrata in vigore della Costituzione
repubblicana è destinata a rimanere pressoché intatta per circa un
quarantennio”(Giusto Puccini, “L’indipendenza della Banca d’Italia dalla legge istitutiva del 1893 alla riforma del 2005”, in Quaderni dell'Associazione per gli Studi e le Ricerche Parlamentari, n. 17, Torino, Giappichelli. Puccini è ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Firenze).
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