lunedì 18 marzo 2013

ANTONIO CARACCIOLO - GRILLO UOMO ANTI POLITICO



Giovanna Canzano
intervista
ANTONIO CARACCIOLO
17 marzo 2013

GRILLO  UOMO  ANTI   POLITICO  FUORI  DEGLI  SCHEMI  E
FUORI  DALLA  DEMOCRAZIA?

…“Si tratta di un sostanziale rifiuto dei canali di comunicazione del regime.
Questi canali non sono neutri ed il loro impiego comporta già una forma di corruzione ed adulterazione della verità.
Il Movimento si dota di propri canali di comunicazione.
L’informazione è sempre una emanazione del potere a cui si riferisce.
L’informazione di questo regime è stata e continua ad essere nemica del Movimento e fa di tutto per sgretolarlo”… (Antonio Caracciolo)

Canzano 1- Gli elettori dei grillini, si aspettano una gestione ‘tradizionale’ della politica da parte dei nuovi eletti?
Caracciolo - Si aspettano una mutamento radicale e sostanziale di tutti gli schemi finora seguiti.
Canzano 2-I grillini eletti per portare novità e cambio generazionale della classe politica, posso invece, grazie alla loro incompetenza, essere ‘fatti’ strumento di chi, gli ‘suggerisce’ come votare? 
Caracciolo - Non mi sembra un argomento fondato quello della "incompenza”. Quanto e di cosa è "competente” una Garfagna o una Germini? Anche se fossero per davvero molto competenti, questo non vuol dire che poi dedichino tutta la loro competenza al lavoro parlamentare, che spesso è una prebenda di regime. Ho invece più fiducia in persone che si impegnano con tutte le loro forze al compito per cui sono stati eletti. E questo uno se lo può aspettare più dagli eletti al Movimento che da altri. Questi eletti poi, se si rivelano inadeguati alla prova del fuoco, sono poi tenuto deontologicamente alle immediate dimissioni. È già incominciato mi pare fin dal primo giorno con una deputata che si è dimessa, “per ragioni personali”.
Canzano 3 – L’enorme consenso dato al M5S, è invece da leggersi come un consenso ‘estorto’ da chi ha costruito e utilizzato il comico Grillo, per poter, attraverso la democrazia del nostro paese, occupare il Parlamento e tutto il nostro Paese?
Caracciolo - Non credo a questo argomentazioni. Vedo in Grillo una persona geniale che ha saputo unire l’insofferenza sociale e dare ad essa una canale ed una espressione. Ha tolto molte persone dalla disperazione della protesta ed ha dato loro un obiettivo politico radicale.
 Canzano 4– Grillo e il suo ideatore Casaleggio, in base allo statuto del partito M5S, non accetta alleanze con altri partiti, e, è orientato ad esigere un governo composto da esponenti del suo partito, come ha detto, che il potere se deve averlo, lo vuole tutto. E’ possibile che possano ottenerlo?
Caracciolo - Certo che è possibile, ma sono gli elettori a doverlo capire e volere. Se si dice loro che non si fanno alleanze, vuol dire che non si accettano compromessi. Giacché fare alleanze, significa fare compromessi. E fare compromessi significa che se ci si è proposto 100, si accetta di allearsi per avere 50, se non ancora di meno.
Canzano 5– La storia personale del comico e la sua antipoliticità, può farci temere, che, grazie all’aiuto del suo manovratore, può diciamo sconvolgere  quelli che sono i principi fondamentali della nostra esistenza?
Caracciolo - Cosa vuol dire questo? Intanto bisogna vedere cosa si intende per "nostra esistenza”. Se è una esistenza di miseria e di sofferenza, è bene forse sconvolgerla. Dalla mia finestra vedo ogni giorno persone che rovistano nei cassonetti della spazzatura. È una grande pena. Vorrei certamente sconvolgere la loro esistenza e dare loro una vita più degna. È inutile aspettarsela da quei politici che in oltre mezzo secolo hanno costruito il loro benessere e la loro agiatezza sulla nostra sofferenza. Se siamo arrivato alla situazione presente la spiegazione è da cercare nella classe politica. Se si dice che non è dipeso da loro, allora vuol dire che i politici sono non solo un inutile fardello, ma sono anche dannosi.
Canzano 6– Il programma economico del M5S, è attuabile?
Caracciolo - È lo stesso che dire: la nostra vita è vivibile? Il programma fissa obiettivi necessari per la nostra vita. Se vi sono tecnici che pensano di saperla lunga su queste cose, il loro dovere è di mettersi al servizio di quegli obiettivi di programma.
  
Canzano 7– Quali sono stati i meccanismi utilizzati per coinvolgere così tante persone?
Caracciolo - La rete come forma di comunicazione e gli incontri reali concordati attraverso la rete.
Canzano 8– Chi si nasconde dietro a questo progetto?
Caracciolo - Il popolo italiano e tutti quei cittadini che si sono attivati per arrivare al risultato e che nutrono obiettivi ancora più ambiziosi: il 100 %, ossia un punto in più del 99% del Movimento Occupy che ha portato alla occupazione delle piazze in America e in Europa. Avrei una mia personale interpretazione di questa differenza dell’uno per cento in più, ma è ancora prematuro esprimerla.
Canzano 9– Come abbiamo già potuto constatare, gli eletti grillini non hanno diritto di parola né sulla carta scritta né nel video, ma possono ‘comunicare’ solo attraverso messaggi affidati al canale youtube precedentemente registrati e forse, ‘purgati’ dai membri del partito preposti come censori?
Caracciolo - Non è così. Si tratta di un sostanziale rifiuto dei canali di comunicazione del regime. Questi canali non sono neutri ed il loro impiego comporta già una forma di corruzione ed adulterazione della verità. Il Movimento si dota di propri canali di comunicazione. L’informazione è sempre una emanazione del potere a cui si riferisce. L’informazione di questo regime è stata e continua ad essere nemica del Movimento e fa di tutto per sgretolarlo.
Canzano 10– Con Grillo si farà un Governo democratico?
Caracciolo - Il Movimento è la forma più democratica che si è finora vista. Non potrà che venirne fuori un governo democratico a condizione che non scenda a patti con i vecchi partiti.
Canzano 11– Con Grillo avremo una classe politica non ricattabile?
Caracciolo - Se si rispettano le regole di condotta che ognuno ha liberamente sottoscritto vi sono minori possibilità di corruzione e di ricatto. Grillo non è Gesù Cristo e non ha il potere di redimere dai peccati insiti nella natura umana.
Canzano 12– E Berlusconi?
Caracciolo - Berlusconi ha fatto il suo tempo, o meglio il suo tempo è scaduto. Ha mancato agli appuntamenti fondamentali. Non ha saputo resistere alla Francia quando ha attaccato non la Libia, ma l’Italia. Non ha saputo resistere ai poteri forti. Non ha impedito il colpo di stato. Ha perso la sua legittimità, se mai ne ha avuta.

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Giovanna Canzano - © - 2013

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mercoledì 21 novembre 2012

Claudio MOFFA - Ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano

Ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano
Giovanna Canzano intervista Claudio Moffa
18 novembre 2012

CANZANO – Prof. Moffa, lei è coautore della proposta di legge d'iniziativa del deputato Scilipoti dal titolo: ‘Ripristino della Sovranità Monetaria dello Stato italiano nel rispetto dei Trattati Internazionali’, ci può dire cos’è questo progetto di legge?
MOFFA  -L'obbiettivo immediato del progetto di legge è la riacquisizione della rendita da sovranità monetaria, attraverso una zecca o una banca di stato al cui interno operi un organo consultivo dei Produttori, dalla Confapi alle Associazioni sindacali, e delle Associazioni dei consumatori. Il tutto nel rispetto degli attuali Trattati internazionali che ingabbiano il nostro paese e l'economia italiana. Ma siamo ben pronti a ad andare oltre, e a chiedere anche l'uscita dall'euro se, dopo il primo passo, e dopo aver verificato la disponibilità della BCE a non frapporre ostacoli al nostro legittimo obbiettivo, dovesse fallire un'azione concertata di tutti i paesi membri per cambiare la natura privatistica della Banca centrale dell'UE.
CANZANO - Certa  stampa  ha come  sport  preferito  attaccare  l'onorevole  Scilipoti,  accusandolo peraltro di essere un 'traditore'  di Di Pietro.  Lei  ha scelto  da  tempo di  collaborarci, come mai? E non  la  imbarazza  sommare la mala  attenzione giornalistica che lei  subisce da un paio d'anni, con quella subita dal leader del MRN?


MOFFA  No, anzi, per me è un onore: primo, il caso Scilipoti mi fa letteralmente simpatia, perché l'onorevole ha subito una campagna ignobile, anche a sfondo razzista antisicialiano, da parte dello stesso giro di infami che attacca in contiuazione anche me. La casta dei giornalisti è la più corrotta oggi in Italia, anche più dei politici. Secondo, Scilipoti si interessa con coraggio - unico dei parlamentari italiani - di banche. Terzo, perché Scilipoti non ha tradito un bel nulla, ne ho scritto in tempi non sospetti su un quotidiano teramano, in concomitanza con la sua scelta di salvare nel dicembre 2010 il governo Berlusconi. Non solo perché Scilipoti ha continuato a parlare delle stesse cose - le Banche - di cui parlava già, sei mesi prima la rot tura con Di Pietro, a un suo convegno sull'usura ospite di Palazzo Chigi (25 giugno 2010, se non sbaglio), ma per altri due motivi: perché l'IDV è stato sempre un treno per i candidati più diversi - vedi il comunista Vattimo - e perché i fatti recenti hanno dimostrato che Scilipoti aveva ragione.

CANZANO   - In che senso?

MOFFA - Nel senso che Di Pietro sta rischiando di diventare un piccolo Berlusconi. Non si capisce bene come stanno le cose, ma una cosa a me pare certa: se oggi di Pietro è inquisito è anche perché ha continuato a stare all'opposizione anche col governo Monti, non capendo che - nonostante il sostegno del Pdl a quel governo, espressione di uno sbandamento che è sotto gli occhi di tutti - Monti non è altro che il terminale, il punto di arrivo, della sua indefessa lotta, fin dai tempi di Tangentopoli e dei suoi viaggetti negli USA e della conseguente fondazione di Forza Italia, contro il pre e post berlusconismo e contro Berlusconi.
Domenico Scilipoti - Giovanna Canzano - Disegno di Legge su signoraggio bancario

 
Introduzione della proposta di legge:
Onorevoli Colleghi! L’Italia ha conquistato la sovranità monetaria nel 1936. L’ha confermata e anzi rafforzata con l’avvento della Repubblica e la promulgazione della Costituzione del 1947 (1). L’ha cominciata a perdere nel 1981, con una lettera del ministro del Tesoro Andreatta al governatore della Banca d’Italia Carli. L’ha persa definitivamente con le privatizzazioni della notte del 31 luglio 1992 e con l’adesione all’eurosistema del 1998-2002. Il Trattato di Lisbona del 2007-2009 ha perfezionato il processo di espropriazione: oggi la sovranità monetaria appartiene all’Autorità europea competente - la BCE - e con essa la rendita da emissione monetaria derivante dalla differenza tra il costo tipografico della banconota e il va lore nominale (ma reale, all’atto dell’immissione sul mercato) ad essa attribuita. In tal modo il Popolo italiano e i Popoli europei, che stanno vivendo la più terribile crisi economica della loro storia, sono stati privati di una risorsa certo non determinante ed esaustiva, ma comunque utile per superare la crisi da debito che li attanaglia e ferisce quotidianamente.
In prospettiva la sovranità monetaria, oggi la rendita monetaria devono essere restituite ai Popoli europei e per quel che è di competenza del nostro Parlamento, allo Stato italiano. Questa misura sempre più urgente non corrisponde automaticamente all’uscita dall’Euro, né ha colore e tonalità politici particolari: nella storia passata e presente, personalità moderate e liberali come il Presidente americano Jefferson e il primo ministro liberale canadese Mackenzie, paesi come il Canada e il Giappone, hanno convenuto o convengono sulla necessità che lo Stato detenga  il controllo e la rendita da emissione monetaria. E’ una questione di banale e basilare democrazia, e di rispetto del principio c he la moneta non può che essere, e deve essere in premessa teorica, la proiezione convenzionale dell’Economia Reale costruita dal lavoro dei  Cittadini. Occorre dunque semplicemente  procedere all’affidamento allo Stato italiano della stampa e del conio della quota di banconote e monete attribuite dalla Banca Centrale Europea al nostro paese. In tal modo la rendita da emissione monetaria tornerà allo Stato italiano, come nel periodo 1936-1992.
La sovranità statale sulla rendita monetaria non ha nulla di “statalista”: essa al contrario è la base fondante dello sviluppo della libera impresa, fino al 1992 meglio difesa e sostenuta dallo Stato, e oggi gravata dalle ristrettezze e dalla difficoltà dei rapporti con le Banche private. Il problema a tutti noto è invero quello di iniziare a porre un argine allo strapotere della speculazione finanziaria sulla produzione di ricchezza reale in un sistema di economia libera da esagerate intrusioni dello Stato. Tanto è vero quanto appena detto, che a partire dal 1999 molti partiti italiani di tutte le tendenze hanno presentato progetti di legge per il ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano (2).           

Un cammino da riprendere al più presto, coinvolgendo attivamente nel nuovo istituto di emissione monetaria la Confindustria, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni Professionali e dei Consumatori. Obiettivo è dare solide e imprescindibili basi, sotto il controllo delle categorie produttive, alla battaglia per il superamento della crisi da debito che sta strangolando le economie delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese italiane. Il progetto di legge qui presentato persegue questi obiettivi e si ispira a sopraddetti principi, nel rispetto e in applicazione degli artt. 1 e 4 (e 117) della Costituzione della Repubblica italiana.
 [1] "Fra il 1945 ed il 1948 il ruolo strategico della Banca d’Italia nel settore del controllo e della manovra valutari, già ad essa in larga misura riconosciuto nella legislazione intervenuta in materia fra la seconda metà degli anni ’20 e la seconda metà degli anni ’30, viene ulteriormente consolidato e potenziato" (…) “la disciplina dell’ organizzazione e delle funzioni della Banca d’Italia vigen-te al momento dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana è destinata a rimanere pressoché intatta per circa un quarantennio”(Giusto Puccini, “L’indipendenza della Banca d’Italia dalla legge istitutiva del 1893 alla riforma del 2005”, in Quaderni dell'Associazione per gli Studi e le Ricerche Parlamentari, n. 17, Torino, Giappichelli. Puccini è ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Firenze).