GIOVANNI LUIGI MANCO 'L'invenzione antifascista'
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GIOVANNI LUIGI MANCO 'L'invenzione antifascista'
Giovanna Canzano intervista Giovanni Luigi Manco 15 febbraio 2026 Giovanni-Luigi Manco, nato a Lecce, goriziano di adozione, dottore in Giurisprudenza, anarco-comunista. Collabora con articoli su numerosi quotidiani e riviste nazionali, partecipa con interventi e conferenze, anche all’estero, a carattere storico, ideologico, religioso. Ha pubblicato a puntate il romanzo La Frazione, sul “Quotidiano” pugliese (5-22 luglio 1979); il saggio storico Marino, sacerdote di Melissano (Movimento Nonviolento, 1982) su un precursore della Teologia della Liberazione, che merita nel 1987 l’elogio di Sua Santità Giovanni Paolo II; il romanzo Zefiro (Solaria, 1991); il saggio storico-filosofico La Città Fiorita (All’insegna del Veltro, 1996); Buddha, la via dei padri (Sentiero Luminoso, 2003); il saggio storico La Reggenza del Carnaro (Aurora Boreale, 2011); Ercole il Buddha mitologico (Re Nudo, 2013); Apocalypsis (Albatros, 2019), che scandaglia il cristianesimo nella luce della storia e dei Vangeli sfuggiti ai roghi cattolici del II secolo. L'invenzione antifascista (Aurora Boreale, 2021), e L'astro celato (Amazon 2025). È stato il primo a parlare a Fiume (Rijeka), ad un pubblico interamente croato, della Costituzione stilata dal rivoluzionario Alceste De Ambris. Dagli anni ’40 in poi, sono stati diffusi moltissimi libri e opuscoli dichiaratamente antifascisti, scritti in gran parte da non accademici, finalizzati a generare una memoria funzionale alla elite al potere. Questa memoria di parte non solo marchia di fascismo ogni studioso non allineato alla loro versione, nega anche pregiudizialmente qualsiasi tentativo di rivedere la storia, soprattutto alla luce di nuove fonti. L’antifascismo è divenuto così un dogma ed una forma di auto-assoluzione che i vincitori del secondo conflitto mondiale si sono attribuiti per giustificare davanti alla storia qualsiasi atto altrimenti riprovevole compiuto da loro. Ma se l'antifascismo è congeniale a politici e lobby, la comunità scientifica si schiera sempre più contro ogni forma di censura al libero pensiero, sostenendo la libertà di esprimere ogni opinione. Sensibili a questo proposito ci confrontiamo oggi proprio sul tema dell'antifascismo. La colossale mole di studi, opere, dichiarazioni, romanzi, film sul Ventennio mussoliniano lascia ancora molti interrogativi, incertezze, lacune. Il Professor Manco, con talento di esploratore e perspicacia di indagatore, ha il merito di aver guardato, analizzato le scelte politiche di quegli anni nel contesto dell'inscindibile connessione della situazione italiana e internazionale, dimostrando incontrovertibilmente come anche le pagine più detestate di quegli anni, come il sodalizio con la Germania di Hitler e le leggi razziali, non siano affatto ascrivibili a disonestà o leggerezza. Dimostra anche come e quanto il Ventennio sia assolutamente in antitesi alla mistificante vulgata partigiana del capitalismo plutocratico e monocratico nelle false vesti della democrazia e del comunismo. Sensibili a questo proposito ci confrontiamo oggi proprio sul tema dell'antifascismo.